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Etichetta Oli Essenziali – Guida alla Lettura

etichetta oli essenziali

Etichetta oli essenziali: quanto sono importanti le informazioni che contiene?
Come promesso prosegue il nostro approfondimento sulle caratteristiche di un olio essenziale di qualità.
Per orientarti nella scelta, le informazioni riportate in etichetta sono fondamentali.

Etichetta oli essenziali – Trasparenza è sinonimo di Qualità

Un’etichetta trasparente rappresenta un elemento di  garanzia della qualità del prodotto e della serietà del produttore

Gli oli essenziali non possono essere immessi sul mercato senza indicare in etichetta una specifica destinazione d’uso ed appropriate avvertenze e istruzioni.

Photo by Bud Helisson on Unsplash

Etichetta oli essenziali: Quali informazioni deve riportare?

Gli oli essenziali devono sempre riportare in etichetta queste informazioni:

  • Simboli di avvertenza
    L’Unione Europea classifica gli oli essenziali come sostanze pericolose e, per la tutela della salute dei consumatori, stabilisce che i potenziali rischi siano indicati da appositi simboli (pittogrammi).
  • Olio essenziale naturale e puro al 100
    Come hai scoperto nella prima parte della guida alla scelta degli oli essenziali, questo attributo è strettamente legato all’origine dell’essenza che deve ricondursi esclusivamente alla sola pianta da cui viene estratta.
  • Elenco degli ingredienti in base alla quantità, in ordine decrescente (INCI)
    Con l’acronimo INCI si intende l’ “International Nomenclature for Cosmetic Ingredients”, una denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti del prodotto cosmetico.
  • Nome botanico delle piante in Latino
    Per una corretta identificazione dell’essenza si ricorre al nome botanico perché il nome generico che utilizziamo per identificare non è sufficiente. Ad esempio il Pompelmo che caratterizza il nostro calco naturale drenante corrisponde al nome latino Citrus Paradisi, ma esiste un’altra varietà di olio essenziale di pompelmo che corrisponde al nome latino Citrus Grandis.
  • Parte della pianta utilizzata
    Questa è un’informazione importante per identificare esattamente il prodotto poiché da alcune piante a seconda della parte utilizzata si ottengono oli essenziali diversi. Come l’arancio amaro di cui vengono utilizzati fogli, buccia o fiori.
  • Paese di provenienza
    Anche questo dato è importante, perché l’origine geografica molte volte determina un diverso grado di qualità e differenze nel prezzo del prodotto, pensiamo ad esempio al Bergamotto di Calabria.
  • Metodo di coltivazione
    Il tipo di coltura può essere biologico, biodinamico, selvatico o convenzionale e questo può incidere sulla qualità dell’olio essenziale e sull’impatto ambientale.
    Nella coltivazione biologica ad esempio non sono utilizzati prodotti chimici, come antiparassitari o fitofarmaci di sintesi che possono lasciare residui nell’olio essenziale.
  • Informazioni utili
    Data di scadenza dopo l’apertura
    Numero del lotto di produzione
    Contenuto in ml

Etichetta oli essenziali: Vuoi saperne di più?

Per approfondire l’argomento puoi  consultare i riferimenti normativi:

  1. Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 – Codice del consumo
  2. Regolamento CLP 21, che regola le sostanze potenzialmente pericolose

Se questo articolo ti è piaciuto, ti aspettiamo al terzo appuntamento della Guida agli oli essenziali dove ti racconteremo tutto sui metodi di estrazione!
Se ti sei perso la prima parte della guida agli oli essenziali puoi trovarla qui

Dicci la tua!

Quali oli essenziali utilizzi?
Raccontaci le tue esperienze nei commenti e nei nostri canali social.

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